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Intervista a Fernanda Andrade e Lucia Trevisan di a.topos Curatorial Collective Venice

Abbiamo intervistato Fernanda Andrade e Lucia Trevisan di a.topos, collettivo curatoriale nato a Venezia nel 2018. Tra i loro intenti vi è la voglia di fornire alla città un nuovo spazio espositivo in grado di promuovere dialogo, riflessioni e nuove esperienze all'interno della scena artistica contemporanea.


a.topos è un collettivo curatoriale nato a Venezia, cosa vi ha spinto ad intraprendere questa sfida?

Ci siamo incontrate al Master in Pratiche Curatoriali dell'Istituto Europeo di Design (IED) di Venezia. Una di noi è veneziana e, per gli stranieri, innamorarsi della città e decidere di restare non è affatto difficile!

Venezia è una città meravigliosa anche per la sua scena artistica, con tante istituzioni ed eventi prestigiosi. Ma, come residenti, sentivamo la mancanza di una visione culturale vivace  durante tutto l'anno, e non solo durante i sei mesi della Biennale. Abbiamo creato uno spazio multiforme che potesse essere adibito ad una galleria espositiva; ad uno studio per laboratori; un campo fertile per colloqui e dibattiti; o una stanza creativa dedicata specialmente agli artisti emergenti. Perché alla fine, la Biennale alza l'asticella a nomi affermati e sappiamo quanto possa essere tormentato il percorso  all'inizio della carriera prima di avere la garanzia di un posto al sole.


Quali obiettivi si pone a.topos? 

Lavoriamo per garantire un ambiente fertile in cui l'arte possa costruire il suo ruolo nella promozione al cambiamento culturale, sociale e politico. Lo scopo del progetto è quello di sviluppare proposte curatoriali da un approccio transdisciplinare e intersezionale al fine di aiutare a costruire un'etica imparziale basata sulla diversità e l'equità all'interno delle arti. Questo è un elemento chiave per noi ed è per questo motivo che collaboriamo principalmente con artiste che si identificano come donne. È iniziata come una coincidenza ma è finita per diventare il  valore fondamentale della nostra routine!

Venezia è la città simbolo del Rinascimento italiano, dove oggi convivono diversi periodi artistici. Come si inserisce l'arte contemporanea in questo contesto? 

In realtà, secondo noi, una delle caratteristiche più belle di Venezia è il dialogo tra la sua importante storia e la contemporaneità ed anche come - sia in passato che oggi - la città abbia sempre avuto questa vocazione internazionale, senza comprometterne l'unicità. La città vive una scena artistica contemporanea eccezionale considerando che ospita uno dei maggiori eventi di arte contemporanea di tutto il mondo, per non parlare del significativo numero di gallerie locali ed internazionali, di altissima qualità. Quindi, possiamo dire di essere in ottima compagnia!

Uno dei vostri ultimi progetti è THE CREATIVE ROOM, volto a promuovere gli artisti emergenti. Vi va di raccontarci di cosa si tratta?

THE CREATIVE ROOM è un invito aperto a creativi emergenti di tutto il mondo, singoli o collettivi. Le opere selezionate faranno parte di 2 mostre collettive diverse. L'iniziativa è stata maturata per essere inserita d'ora in poi nel nostro programma annuale, ogni anno con un tema diverso. In questa prima edizione, non abbiamo potuto evitare di affrontare la sfida imposta durante la pandemia COVID-19 come l'eccezionalità del lockdown e il distanziamento sociale. Questo è il motivo per cui chiediamo ai partecipanti di condividere con noi come si sono ricreati come artisti in un momento così particolare. Se erano spinti ad esercitare il loro sguardo verso l'esterno, se si riposizionavano come soggetto / oggetto, o qualsiasi altra risposta creativa che ne ha conseguito.

L'Open Call accoglie diverse discipline (pittura, scultura, video art, digital art, installazione, fotografia, disegno / illustrazione, performance, mixed media, design e textile).

Le tematiche principali sono le sfide sociali imposte dalla pandemia, quali sono state le conseguenze del coronavirus sul vostro lavoro? 

L'emergenza ha imposto una pausa di riflessione che ha obbligato tutte le Istituzioni a rivedere il modello precedente.

Oltre a dover rimanere chiuse e non poter realizzare il nostro programma annuale, non è stato facile dover reinventare il nostro lavoro, ed anche noi stesse. Volevamo continuare a nutrire il nostro pubblico con l'arte, ma senza cadere in formule ripetitive che, dopo un po', si sono rivelate una sorta di trappola per le Istituzioni culturali a causa del fatto che i canali mediatici erano sempre saturi. Per non parlare delle difficoltà nel reperire finanziamenti… Una sfida continua aggravata dalla crisi.

Per affrontare questi ostacoli ed evitare la trappola di cui abbiamo parlato prima, abbiamo sviluppato dei progetti digitali che hanno toccato tematiche rilevanti date le restrizioni imposte - il primo, ha creato un dialogo tra poesia e arti visive (un modo artistico per toccare il bisogno di espandere i dialoghi in tempi di isolamento) il secondo, sulla violenza di genere, considerando lo scioccante aumento degli abusi domestici in questo frangente.

Sappiamo che il progetto è aperto a tutti i creativi emergenti, singoli e collettivi di tutto il mondo, quando si svolgerà? 

Le due mostre collettive sono programmate per il 2021, nelle date 26 Gennaio/7 Febbraio 2021 e 9/21 Febbraio 2021. O ... quando possibile! Siamo consapevoli del fatto di doverle posticipare viste le recenti criticità, ma, assicuriamo lo svolgimento delle due esibizioni una volta ripristinata la normale operatività.

Viste le restrizioni dovute al coronavirus, la mostra sarà disponibile online? 

Diciamo che sarà fruibile in entrambi i modi. Presenzialmente e, ovviamente, anche nei nostri canali social. Oltre a ciò stiamo pensando di poter utilizzare una di queste nuove piattaforme online, create recentemente, per realizzare in modo completamente virtuale le nostre mostre e capirne il riscontro. Da sempre condividiamo le nostre esposizioni in rete per dare la possibilità ad un pubblico più ampio di avere un assaggio dello spettacolo. Ed ora è ancora più necessario di prima!

Quale risultato sperate di ottenere da questa iniziativa? 

Ci aspettiamo di dare una significativa opportunità agli artisti emergenti, migliorando la loro visibilità e convertendo il nostro pubblico nel loro pubblico. Speriamo anche di creare una riflessione su un anno che è stato una lotta per la comunità globale ma, allo stesso tempo, non perdere di vista le peculiarità di come la pandemia ha colpito diverse società e culture e come queste le stiano affrontando.


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