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Intervista a Lorenzo Galuppo, curatore della mostra virtuale "Still"

È in corso sulla piattaforma digitale Relevo, fino 10 gennaio, la mostra virtuale Still, che espone opere di Damiano Azzizia ed Eder Olguin curata da Lorenzo Galuppo.

Relevo è una piattaforma digitale fondata, proprio durante la pandemia da Covid-19, da un collettivo di diversi professionisti dell'arte per potenziare e supportare i propri coetanei attraverso progetti curatoriali indipendenti creando ambienti espositivi alternativi e virtuali.

Qui l'intervista a Lorenzo Galuppo, curatore ed artista classe '95. Attualmente sta completando un Master in Gestione delle risorse artistiche e dei beni culturali presso l'Università IULM. Ha inoltre svolto stage in Italia e all'estero.

Come hai conosciuto Relevo?

Ho conosciuto Relevo tramite i social e parlando con alcuni miei contatti. Ho approfondito la ricerca e li ho contattati.


Perché hai deciso di cimentarti nella curatela di una mostra virtuale?


Ho scelto di cimentarmi in questa esperienza perché ritengo il mondo virtuale uno strumento di larghe potenzialità, specialmente nello sviluppo e consolidamento della comunicazione. L'arte ha bisogno di essere valorizzata non solo esteticamente, ma anche strumentalmente come fenomeno divulgativo di un concetto. Il mondo virtuale amplifica questa possibilità.


Com'è stata questa esperienza?


Nuova. Mi ha permesso di approcciarmi a una realtà curatoriale agile e sperimentale. Il tutto implica la conoscenza e visione del lavoro in modo dinamico e anticonvenzionale, poiché abituati ad un approccio fisico nell'arte quasi al 90%. È stato ricreativo.

Su che cosa si basa la tua ricerca artistica sia come curatore che come artista?


La dimensione esperienziale introspettiva ha sempre caratterizzato qualunque mia ricerca. L'arte nasce dall'osservazione fatta sulla relazione di se con l'esterno. Anche le interpretazioni più artificiose o le più banali nascono da una relazione tra agenti endogeni e agenti esogeni. In Damiano Azzizia e Eder Olguin mi sono riconosciuto dentro e fuori il loro pensiero, direttamente e indirettamente, attivamente e passivamente.


La mostra "Still" mette a confronto due artisti e i loro dipinti. Credi che lo spazio virtuale sia adatto ad ospitare opere pittoriche?


Non credo. Ogni dinamica è funzionale. Lo spazio virtuale è eccezionale nella sua funzionalità. Ma la visione di un'opera è perfetta solo quando ci vengono forniti tutti gli strumenti per fruirne (esperienza fisica, esperienza multimediale, prima attraverso una interpretazione intuitiva e poi tramite strumenti esplicativi). Questo non rende necessariamente lo spazio virtuale Il mezzo incompleto per ospitare opere pittoriche: anche l'esperienza fisica dell'opera d'arte può essere limitata. Si devono compensare.


Attesa, quotidianità e intimità hanno sicuramente scandito questo periodo che stiamo vivendo. In che modo pensi abbiano influenzato il mondo dell'arte contemporaneo?


Non lo hanno ancora fatto veramente. Attualmente ad aver influenzato il panorama dell'arte è stata l'irruenza della chiusura e dell'applicazione delle tecnologie. I frutti del lato più sensibile di questa storia li raccoglieremo più avanti, quando attesa, quotidianità e intimità echeggeranno nella normalità tanto desiderata e riconquistata. Ci domanderemo a quel punto: qual è il compromesso tra quello che ho perso e quello che ho guadagnato da tutto questo periodo? Lì coglieremo l'influenza.


Come artista e curatore hai sede a Roma, come descriveresti l'ambiente contemporaneo capitolino?


Lo immagino tortuoso come quello di qualunque città e realtà che la descrive. Nel caso specifico di Roma, tanta storia dell'arte e cultura non rendono necessariamente l'arte centrale nel suo sistema. Anzi. Roma è dispersiva. L'arte a Roma lo è altrettanto.


Ti andrebbe di raccontarci quali saranno i tuoi progetti nel prossimo futuro?


Costruire dei rapporti culturali e professionali che vadano oltre la competizione intellettuale. Per adesso nel mio prossimo futuro intendo espandere strumentalmente la mia progettualità. E così sto facendo adoperandomi nel pratico.

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