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Intervista alle fondatrici di ReA! ARTE

Dal 30 ottobre all'1 novembre alla Fabbrica del Vapore di Milano si è svolta ReA! Fair, una fiera dedicata esclusivamente agli artisti emergenti, organizzata dall'associazione non-profit ReA! ARTE. I costi di organizzazione sono stati coperti da una raccolta crowdfunding, in modo da poter supportare gli artisti e mantenere gratuito l'ingresso per tutti i visitatori. Abbiamo avuto piacere di porre alcune domande alle fondatrici dell'evento.


Si è da poco conclusa Rea Fair, la fiera che avete organizzato presso la Fabbrica del Vapore, vi va di parlarci di questa iniziativa?

Antonella Spanu: ReA! Fair è stato il primo grande progetto che l'associazione culturale no profit ReA! Arte ha deciso di organizzare, un primo evento per potersi affermare nel mondo dell'arte contemporanea, sia internazionale che italiana.

È stato un grande lavoro di circa 8 mesi dove cominciando con una call to action, siamo riuscite ad ottenere più di 500 application di giovani artisti provenienti da tutto il mondo che ci hanno espresso fiducia, ma che soprattutto avevano voglia di darsi una voce in un hub potenziale come quello della città di Milano.

ReA! Fair è stata una fiera di tre giorni, ospitata alla Fabbrica del Vapore a Milano, in un periodo assai critico per l'Italia, che ha previsto la chiusura dei musei qualche giorno dopo la conclusione della nostra fiera.

La bella caratteristica è che ReA si è proposta come un'esperienza curatoriale unica, dove le nostre curatrici sono riuscite a trovare, nei 100 artisti selezionati, delle similitudini e dei soggetti confrontabili allo stesso tempo e questo ha permesso di creare un evento che non poneva in mostra soltanto le opere e gli artisti, ma che riusciva anche a comunicare un percorso tra le tematiche attuali che gli artisti emergenti hanno trattato, come la natura, l'essere umano, il mondo che ci circonda e via dicendo.

In contemporanea si sono sviluppati diversi talk su tematiche attuali relative al mondo dell'arte in senso lato che hanno dato una panoramica, insieme ai professionisti del settore, su alcuni temi cruciali come collezionismo e arte contemporanea, mercato emergente, identità e rappresentazione, nuovi progetti editoriali e spazi espositivi al femminile.

Questa iniziativa ha permesso di entrare in contatto con tantissime figure, di creare collaborazioni, dare spazi di dialogo sull'attualità e l'arte contemporanea e soprattutto poter creare un nuovo network accessibile ai giovani artisti emergenti nel mercato dell'arte odierno.


ReA! Fair. Veduta della mostra presso la Fabbrica del Vapore, @Manifutura, 2020


Occuparsi di arte contemporanea presenta ancora difficoltà, seppur Milano può considerarsi uno dei centri più attivi sotto questo punto di vista. Come ha risposto la città?

Elisabetta Roncati: Milano ha risposto molto bene, considerando anche i tempi e tutte le doverose precauzioni stabilite dal DPCM del 24 Ottobre, che abbiamo seguito alla lettera. Hanno visitato ReA! Art Fair più di 1400 persone. C'è voglia di ricominciare e la ripresa non può prescindere dalle iniziative culturali inerenti, soprattutto, il panorama dell'arte contemporanea. Il capoluogo meneghino è vitale, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescendo di realtà indipendenti, eventi ed occasioni di aggregazione. Milano è diventata uno snodo fondamentale anche per l'arte e non solo per la moda, come in passato. Potremmo quasi sostenere che si respira un'atmosfera più vivace di quella della Capitale. Mancava, però, un'iniziativa totalmente dedicata agli artisti emergenti: ed eccoci qua! Le conferme arrivate dal pubblico e dalla stampa ci testimoniano che siamo sulla strada giusta.


Anche il periodo in cui ci troviamo è particolarmente delicato per via dell'emergenza sanitaria, quali difficoltà avete riscontrato?


Bianca Munari: La situazione che ci ha circondato durante tutti i mesi di organizzazione ha portato i suoi pro e i suoi contro. Fortunatamente avendo l'esposizione programmata per fine ottobre, al momento dello scoppio della pandemia e del primo lockdown noi avevamo appena lanciato il bando di application ed eravamo nel mezzo dell'organizzazione quindi quel periodo lo abbiamo passato quasi ogni giorno tra teams, zoom e whatsapp per coordinarci con il lavoro.

Abbiamo avuto molto tempo per dedicarci a ReA! Fair, anche se ovviamente purtroppo la mancanza di meeting fisici si è sentita nel gruppo.

Sicuramente vedere tutte le grandi fiere annullate o "tradotte" in forma digitale non era molto confortante, ma con tenacia e passione abbiamo creduto in questo progetto fino all'ultimo e siamo riuscite a portarlo a termine. Fortunatamente per noi, essendo quasi l'unica attività culturale rimasta in questo periodo abbiamo raggiunto un pubblico ampio ed interessato, quindi, vedendo il bicchiere mezzo pieno, siamo state quasi fortunate!


ReA! Fair. Veduta della mostra presso la Fabbrica del Vapore, @Manifutura, 2020


Avete pensato di proporre "conferenze/interviste" online, vista la situazione. Come vi siete trovati? Avete avuto un buon seguito?


Elisabetta Roncati: Inizialmente devo confessare che siamo rimaste un po' spiazzate dall'impossibilità di effettuare gli incontri nello spazio fisico che avevamo progetto in fiera. Il programma culturale doveva essere ancora più nutrito, con un concerto e altre speciali occasioni di incontro riservate ai parterre degli sponsor. Vista la situazione ciò sarebbe stato impossibile. Così non ci siamo perse d'animo e abbiamo, appunto, trasposto alcuni degli incontri online. In tal senso è stato essenziale l'aiuto di Caterina Guadagno e Francesca Polignano. Dopo il primo impatto con le questioni tecniche devo dire che la scelta di non annullare gli incontri è stata vincente. Il digitale ci ha permesso di raggiungere un pubblico ancora più vasto e di inserire relatori che non vivono a Milano. Gli incontri sono stati trasmessi anche in diretta Facebook sulla pagina di ReA! Fair, dove sono tuttora visionabili. Si sono collegati più di 2200 spettatori. L'abbinamento con il digitale sarà un elemento che manterremo anche nelle prossime edizioni, vista l’ottima risposta del pubblico.


ReA! ARTE è un'associazione non-profit tutta al femminile, com'è nata?

Maryna Rybakova: ReA! nasce alla fine del 2019, quando ho iniziato a presentare l'idea della fiera a degli amici e colleghi, oltre a lanciare post sui social media per organizzare le prime sessioni di brainstorming di gruppo. Inizialmente, nei primi incontri, il team era misto, è stato dopo alcuni primi ostacoli che ci siamo trovati in un ambiente tutto al femminile. Vale a dire che questa caratteristica non era in base alla progettazione, ma piuttosto dovuta ad una serie di coincidenze. L'attività vera e propria dell'organizzazione è decollata nel marzo 2020 quando abbiamo lanciato il bando per la partecipazione degli artisti alla fiera, da in poi è iniziato il lavoro vero e proprio, sia curatoriale che organizzativo. Dopo aver capito che il lavoro che riusciamo a fare insieme è di qualità e i risultati che abbiamo ottenuto sia nelle iscrizioni, che nelle recensioni di stampa, che nei numeri di visitatori, i dati parlano da soli, abbiamo pensato di proseguire e far diventare ReA! una realtà che presenta iniziative continue durante l'anno, al di dell'appuntamento annuale della fiera.


Qual è il vostro obiettivo? Quindi state già lavorando a progetti futuri?


Laura Pieri: L'associazione Rea Arte si rivolge a tutti gli artisti emergenti, nazionali e internazionali, dando loro la possibilità di farsi conoscere sia al mondo dell'arte che a un pubblico più ampio. Vogliamo essere il collegamento tra due realtà che convivono e fanno parte dello stesso mondo ma che troppo spesso non si incontrano. Uno degli scopi principali dell'associazione è dare la possibilità agli artisti di creare connessioni con esperti del settore e collezionisti, oltre a permettere vendite trasparenti attraverso la fiera.

Di conseguenza, per quanto riguarda i progetti in serbo per il futuro stiamo lavorando in due direzioni, l'una continuando a far conoscere la ricerca degli artisti invitandoli a parlare di loro e della loro attività, l'altra sostenendoli e offrendo loro servizi di consulenza e sviluppo di competenze personali.


Bianca Munari e Elisabetta Roncati: La prima iniziativa a cui partecipiamo attivamente come associazione, dopo ReA Art Fair, sarà sabato 5 dicembre, in occasione del Festival del Contemporaneo promossa da AMACI (Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani) proponendo ReA Contemporary Marathon.

L'idea alla base della "ReA Contemporary Marathon" è quella di far "parlare" direttamente l'arte contemporanea, lasciare libero spazio alle voci degli artisti, che costituiscono le radici imprescindibili su cui si basa tutto il sistema dell'arte.

Abbiamo deciso di intitolarlo "ReA Contemporary Marathon" perché sarà un dialogo senza soluzione di continuità. I creativi si collegheranno sì a orari prefissati, ma potranno poi rimanere online sulla piattaforma ed ascoltare e conoscere gli altri partecipanti.

Gli artisti che saranno con noi durante il pomeriggio sono i 10 artisti premiati durante la ReA! Art Fair e i due creativi scelti dalla Fondazione Pini e presenteranno il behind the scene della loro arte, portandoci nei propri studi e atelier, parlando dei loro progetti, di come vedono il futuro e mostreranno alcune opere. Ognuno dialogherà con il curatore che lo ha seguito nel percorso di ReA! Art Fair. Già in passato alcuni di loro avevano espresso il desiderio di scambiare idee con chi aveva partecipato all'esperienza di ReA! Art Fair.

Si costituirà così una coralità globale di voci, che toccherà più nazioni contemporaneamente, con collegamenti anche al di fuori dell'Italia. La "ReA Contemporary Marathon", infatti, incarna appieno alcuni dei valori della nostra associazione: saremo multiculturali e open minded, abbattendo grazie al digitale le distanze geografiche che ci separano.

Siamo entusiaste di ripartire con l'attività di ReA Arte attraverso questa iniziativa, ma in programma ci sono anche molte altre novità per il 2021, tra cui certamente le mostre personali e collettive degli artisti vincitori di ReA FAir, ma non solo! Per rimanere aggiornati seguiteci sui nostri canali social Instagram e Facebook. Artisti partecipanti a "ReA Contemporary Marathon": Jeremy Knowles, Peng Shuai, Clara Rubin, Lorenzo Papanti, Alessio Guarda, Alisa Chunchue, Dominique Cro, Giacomo Zornetta, Kim Gromoll, Leo Cogliati, Freya Moffat e Yara Piras

Informazioni tecniche e modalità di partecipazione Piattaforma Zoom + live pagina Facebook

Il link per assistere dalla piattaforma Zoom verrà reso pubblico prossimamente

Lingua: IT/EN



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